La Nsa spia 3 milioni di francesi al giorno, ma l’ira di Parigi è spuntata
Glenn Greenwald, il giornalista e attivista che detiene il potere assoluto sui documenti trafugati dall’ex contractor della Nsa Edward Snowden, sa di avere in mano uno strumento con cui può appiccare incendi in tutto il mondo. E’ toccato al Brasile, al Messico, toccherà all’Inghilterra (almeno stando alle minacce velate pronunciate da Greenwald dopo il fermo momentaneo del suo compagno David Miranda all’aeroporto di Heathrow). Ieri è stato il turno della Francia. In un articolo di cui Greenwald è coautore, il Monde ha rivelato che ogni giorno la Nsa registra i dati di 3 milioni di chiamate telefoniche effettuate in territorio francese.
16 AGO 20

Glenn Greenwald, il giornalista e attivista che detiene il potere assoluto sui documenti trafugati dall’ex contractor della Nsa Edward Snowden, sa di avere in mano uno strumento con cui può appiccare incendi in tutto il mondo. E’ toccato al Brasile, al Messico, toccherà all’Inghilterra (almeno stando alle minacce velate pronunciate da Greenwald dopo il fermo momentaneo del suo compagno David Miranda all’aeroporto di Heathrow). Ieri è stato il turno della Francia. In un articolo di cui Greenwald è coautore, il Monde ha rivelato che ogni giorno la Nsa registra i dati di 3 milioni di chiamate telefoniche effettuate in territorio francese. Le rivelazioni del Monde sembrano basarsi su materiale informativo e presentazioni a uso interno della Nsa (a giudicare da quanto pubblicato da inizio giugno a oggi, sembra che le presentazioni, e non i documenti operativi, costituiscano la gran parte dei file trafugati da Snowden). Tra il dicembre 2012 e il gennaio 2013 in Francia (che si trova nella terza categoria dei paesi spiabili, dopo quelli anglofoni e l’America stessa, dice il Monde) sarebbero state controllate 70,3 milioni di utenze (di privati cittadini, di istituzioni e di grandi aziende, cui la Nsa sembra aver riservato particolare attenzione), anche grazie a un sistema di intercettazione automatica delle chiamate e degli sms.
“Assolutamente inaccettabile”, ha detto il sempre impetuoso ministro dell’Interno Manuel Valls, mentre il suo collega agli Esteri Laurent Fabius convocava l’ambasciatore americano per spiegazioni: “Voglio avere rassicurazione che queste pratiche non saranno più messe in atto”. Fabius “chiederà chiarimenti” al segretario di stato americano John Kerry, in visita oggi a Parigi, mentre il presidente François Hollande cercherà questa settimana il sostegno del vertice dell’Unione europea per rafforzare le regole sulla privacy. Non potrà pretendere molto di più. Finora gli incendi appiccati da Glenn Greenwald con i suoi scoop ben centellinati non sono mai usciti dai giornali su cui sono scoppiati. Il Messico, dove le intercettazioni americane sono arrivate alla persona del presidente, si è accontentato della rassicurazione di una indagine interna. In Brasile Dilma Rousseff ha scaldato gli animi nazionalisti annullando una visita a Washington, ma si è ben guardata dal proseguire con altre ritorsioni. E la Francia di Hollande, il “primo alleato” (cronologicamente parlando) degli Stati Uniti nell’attacco in Siria, tradito dal dietrofront americano a poche ore dal lancio dello strike, dovrà inserire 3 milioni di spiate al giorno nella lunga lista di sgarbi dell’Amministrazione Obama. Senza reagire, ma covando rancore. Il sospetto reciproco è il miglior risultato finora ottenuto da Greenwald, che la settimana scorsa ha annunciato di volersi mettere in proprio con un progetto editoriale da 250 milioni di dollari (il valore di tutto il Washington Post) sponsorizzato dal fondatore di eBay.
“Combattere il Big Brother”, ha scritto ieri l’editoriale del Monde che accompagnava lo scoop, lanciando l’allarme sulla minaccia dello spionaggio globale della Nsa. Appena tre mesi fa, però, a essere definita Big Brother dal Monde era la gigantesca sede parigina della Direction générale de la sécurité extérieure, dove i servizi francesi spiano e archiviano “la totalità delle comunicazioni” francesi, in un sistema forse peggiore di quello americano perché, scriveva il Monde, “del tutto illegale”.
Forse il motivo delle parche reazioni agli incendi di Greenwald sta tutto qui. Il peccato più grave della Nsa potrebbe essere solo quello di aver trovato per prima uno spione che ne rivelasse i segreti. In attesa dello Snowden francese.
Forse il motivo delle parche reazioni agli incendi di Greenwald sta tutto qui. Il peccato più grave della Nsa potrebbe essere solo quello di aver trovato per prima uno spione che ne rivelasse i segreti. In attesa dello Snowden francese.